Anna Maria Sannino - Pittrice | I viaggi
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I viaggi

I Viaggi

La Sannino, interiorizzatrice innegabile, filtratrice della realtà, abile nell’ assorbire paesaggi, comunicativa ed espressiva, trova infatti nella Cambogia qualcosa che cattura in maniera particolare il suo animo. Possibile l’interpretazione di un ritorno all’origine, al primordiale, un bisogno di purificazione, un nuovo modo di riiniziare.

Nelle sue recenti tele proietta ciò che ha visto in questa terra: l’incontaminato avvolto dalla sua inconfondibile poesia. Una dimensione ancora più selvaggia della Sicilia che si sposa bene con il flusso vitale della pittrice, una terra selvaggia e allo stesso tempo magica. Tutti i dipinti si avvolgono di un’aurea segreta, occulta e la Sannino prova a scavare nell’impenetrabile con particolari richiami visivi, quali templi incantati invasi dalla natura.

Forse non è un caso che il celeste e il rosa adoperati siano emblema dei due sessi e che il bianco, usato per la prima volta, sia emblema dell’incorrotto e dell’immacolato. Le sculture in pietra che vengono ad assurgere come parte centrale di alcune opere sembrano vivere sulla carta, nonostante amorfe, si staccano dal foglio, traggono vita dal colore e dal pennello, ci inquietano e agitano con la sornionità dei sorrisi.

Qui i colori sono più compatti, la tecnica è caratterizzata da maggiore omogeneità e attenzione ai dettagli, ma la macchia, la sospensione e il non-finito rimangono nelle fronde degli alberi e nell’erba. Questi dipinti sono intrisi di filosofia, di rimandi, ma la loro spiegazione è nella nostra meditazione, a cui essi inesorabilmente inducono; è nel silenzio a cui ci costringono rendendoci un tutt ‘uno con la tela o con il foglio.

Alessandra Provenza

Annamaria nasce a Cannobio sul lago Maggiore, ma è in realtà siciliana di adozione e di temperamento.
Le sue origini, i suoi viaggi, gli spostamenti, mostrano chiaramente l’essenza del suo modus vivendi orientato sempre verso la continua ricerca, il cambiamento, la trasformazione.
I suoi venticinque anni di attività pittorica, in Italia e all’Estero, non possono non riflettere questo temperamento e si dispiegano in un’incessante evoluzione di temi, soggetti e stili. Una pittura che percorre in senso parallelo le strade della sua vita, quelle in ripida salita e quelle meno tortuose, sino ad approdare in Oriente : Nepal, Tibet, Birmania, Cambogia, India, Cina, Singapore, Hong Kong, Buthan … E’ il Tibet a lasciare il segno più profondo, non quel Tibet riscoperto alla luce dei più recenti fatti di cronaca, ma quel Tibet che Annamaria cerca e raggiunge per scoprire sé stessa e per rispondere alle grandi domande della vita .
E con il Tibet e in Tibet, Annamaria  vive il suo risveglio spirituale in quei luoghi così puri, carichi di estasi, mistero, meditazione. La pittura diventa il suo guru che la guida nei rituali mistico spirituali, a noi rivelati attraverso le forme suggestive dei templi in pietra, le figure dei monaci assorti e i loro sguardi magici, i paesaggi intrisi di incanto e le bandiere colorate che volano in alto insieme al vento, alle preghiere e ai nostri pensieri…

Alessandra Provenza