Anna Maria Sannino - Pittrice | Critica
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Critica

Così come il bambino crescendo trasforma le sue impressioni in certezze, anche l’arte pittorica di Anna Maria Sannino ha transitato il Rubicone ed aleggia verso l’ascesi che tende all’estasi per condurci al Nirvana, che ciascuno di noi ha dentro ma spesso non sa come raggiungerlo. Gli acquarelli dell’inizio della sua carriera artistica destavano nell’osservatore, anche il più distratto, calma, luce, freschezza e genuinità, preludio, forse, per ciò che attendeva Anna Maria nel seguito della sua carriera. Da essi emergeva la limpidezza della natura e la bellezza esteriore della vita  che andava ammirata e contemplata. In questa fase, invece, di ispirazione orientale, l’artista lascia intravedere dai suoi quadri l’interiorità dell’uomo, la sua ricerca ed il suo cammino interiore che lo conduce fino all’estasi con evidente astrazione da quella realtà che lo circonda. I colori risaltano la forza che da tenua delle foglie delicate, diventa dirompente negli abiti rossi dei monaci, che con i loro occhi chiusi trasferiscono l’osservatore in un particolare silenzio contemplativo, che pervade tutto il quadro. Anna Maria oggi ha saputo interiorizzare e veicolare, in una forma quasi catartica, quella delicatezza iniziale dei suoi acquarelli. Con la stima e l’amicizia di sempre.

12/09/2009
Pietro Manzella (avvocato e poeta)

Artista dotata di una spiccata sensibilità, Anna Maria Sannino, esprime nelle sue tele un mondo pittorico fatto di emozioni e passioni. L’espressione artistica rivela la stesura libera e fantastica del flusso dei suoi pensieri. Le sue opere, piene di colore, sono il frutto di appassionate ad approfondite ricerche culturali. Il suo mondo pittorico popolato, a volte di soggetti fantastici, a volte di soggetti e paesaggi orientali, diventa lirico e misterioso e, nella sua personale interpretazione, anche le figure semplici ed essenziali prendono forma nelle varie situazioni umane. Ma è soprattutto nel realismo compositivo dedicato alla nostra bella isola che la pittrice dona autentiche celebrazioni alla preziosità di ogni singolo oggetto. Nell’elemento paesaggistico, nelle nature morte è conferito un tono antico e nostalgico. La vivacità dei colori e l’essenzialità del segno, costituiscono evidenti e forti richiami agli odori e sapori mediterranei. Ceste con frutta, composizioni floreali, antichi balconi manifestano un suadente gioco di riflessi luminosi in cui la natura è rappresentata così come essa si offre in tutto il suo splendore. Una determinata impostazione stilistica colloca le opere della Sannino tra le più interessanti composizioni dell’arte contemporanea. L’equilibrio compositivo, caratterizzato da una spontanea volontà comunicativa, costituisce l’elemento essenziale dell’esperienza dell’artista che sa esternare il potenziale espressivo di terre mitiche. Il vigore espressivo delle cromie gioca un ruolo predominante e la pittrice che sa cogliere la bellezza del pigmento, riesce a rappresentare le emozioni del suo mondo interiore dall’accento caldo e diretto . La sua espressività è di naturale eleganza e si dispiega in suggestive campiture tonali racchiuse in una trama di linee armoniose e ben ritmate . Quella della Sannino è certamente una pittura coinvolgente ed affascinante, fortemente enunciativa di autorevolezza verista. I contenuti terreni, legati allo scenario orientale e mediterraneo evocano al fruitore emozioni e pulsioni . Le sue immagini pittoriche sono piene di fascino e racchiudono una produzione unica ed originale . In un mondo fatto di sentimenti ed emozioni senza tempo il suo discorso pittorico è pieno di solarità e calore umano. Nelle opere di Anna Maria Sannino i colori vibrano come suoni e la luce che scaturisce dalle atmosfere dei paesaggi fa sentire un canto pieno di splendore che mormora al cuore l’irriducibile trascorrere della bellezza.

Prof. Salvatore Autovino
Direttore della Galleria Civica “Giuseppe Sciortino“ di Monreale

Maggio 2010

 

L’esuberanza emotiva di Anna Maria Sannino si acquieta come d’incanto nel tracciato cromico dello acquerello, una tecnica che necessita di una nervosa sicurezza e che acquista una sua lievitata trasparenza nel racconto delicato delle proprie trame. Le sensazioni o meglio la capacità di assorbimento della Sannino è sollecitata da diversi segnali; s’impossessa dell’habitat, vive con esso, si confonde con i muschi e i licheni dei muri, assapora le brine adriatiche, e si getta, con arrogante elasticità, nel cuore succoso degli esperidi o nella magica fragranza delle ginestre.

Aldo Gerbino
da “La Vernice”
Venezia- Gennaio-Febbraio 1983

Acquerello ed olio, trattati con sicura abilità tecnica, con decisione manuale, si propongono così come sembianze furtive delle cose che essi denotano o annunciano, cogliendo nelle architetture o negli assetti murali, accattivanti sottofondi epocali: screpolature, scrostamenti, luci ed ombre o la pienezza rivelata di una solarità insulare e vernacola, mediterranea, capace di sottili effusioni percettive. La presenza dell’uomo non appare quasi mai nelle scene e negli scenari della pittrice, così da non essere contaminati dalle sue effimere sembianze, dalle sue interferenze corporee, dai suoi guasti e dalle sue presunte alterità. La figura dell’uomo resta al di qua o al di là dell’oggetto rappresentato, o nascosta dentro le case, per non turbare la poesia delle cose e il loro perdurare sui percorsi non più labili del tempo, nella memoria sottile e nostalgica, lirica, che segnala alla sensibilità creativa di Anna Maria Sannino la validità raggiunta di un’espressione tenico-formale e di contenuto tra le più intelligenti e personali.

Francesco Carbone
Centro Studi, Ricerca e Documentazione
“Godranopoli”

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i tre monachelli